
I deva hasta cristiani innovano la danza indiana con un filone mai esplorato, i cosiddetti temi cristiani. Innumerevoli sono infatti le storie contenute nel Vecchio e Nuovo Testamento e la danza indiana, da sempre rispettosa della sacralità rituale, originariamente creata per la liturgia indù e, anzi, spesso svolta al cospetto del solo simulacro del dio e del sacerdote bramino officiante, costituisce una forma nuova per vecchi contenuti, un’occasione di ripulire iconografie ormai polverose.
L’Annunciazione alla Vergine Maria (vedi foto sopra), la Genesi, il tradimento di Giuda, vari episodi della vita di Gesù e infine la stessa, sublime, Passione di Cristo (vedi foto a fianco e sotto: Venezia, San Nicolò al Lido, Avvento 2004) sono vivificati attraverso la pantomima e i relativi gesti delle mani e, non da ultimo, la corrispondente espressione del viso. L’autentico entusiasmo del pubblico e la sua partecipazione, in certi casi, nel silenzio più assoluto (ad esempio, mentre Gesù muore sulla Croce) ci spronano a continuare la rappresentazione, lo studio, la divulgazione e l’insegnamento di un patrimonio artistico e spirituale così bello e profondo.
«Il servizio reso alle comunità cristiane da Roberta Arinci è quanto mai lodevole e opportuno per favorire la conoscenza e il dialogo con la grande tradizione meditativa e espressiva dell’India… Non c’è che da augurarsi che simili “fecondazioni” fra tradizioni diverse serva a spianare la via a sincero rapporto tra le religioni e le culture del mondo» (P. Antonio Gentili, barnabita, autore e curatore di molti testi di spiritualità nonché insegnante di meditazione cristiana)
«Roberta Arinci, allieva italiana di Barboza, ha mirabilmente danzato nella Basilica di S.Lorenzo alle colonne a Milano l’estasi di Maria all’Annunciazione. La Arinci ha trovato proprio in questa forma d’arte il senso della sua vita e ha aperto a Milano una scuola»(«Jesus», gennaio 1995)
Inserito Mer - Agosto 17, 2005, 10:50 m. in
Ritorna a: |