Non c’è bellezza pari a quella dell’arte…

… in cui l’uomo, conscio della sua imperfezione, sente le melodie celesti nel suo cuore e tenta di trovare la strada per farle uscire e comunicarle, nella speranza che queste raggiungano il cuore degli altri. A questo punto si verifica la fusione delle anime …

Roberta Arinci, luglio 2005
Né Dio né la perfezione sono di questo mondo… ma lasciando il proprio ego sulla soglia, abbandonandosi alle sue regole, l’artista trova il divino. Bisogna lasciarsi andare con fiducia a tutti quei dettami che sembrano non essere stati fatti per le nostre menti, a quelle parole sconosciute, a quelle posture che sono scomode per le nostre membra  a quei mantra e canzoni dalle melodie inafferrabili per le nostre orecchie che pretendono di ravvisare un filo logico nel suono. Solo un’arte rigidamente codificata (come le performing arts indiane o il figurativo in pittura) sono una vera sadhana. Altrove l’artista si sfoga, fuorviato dalla verità, accecato dal proprio ego. È la ricerca di sé stessi nel proprio narcisismo, quando invece ogni Maestro dello Spirito ha insegnato che è solo perdendo il proprio sé che lo si trova.

È inutile percorrere il mondo in lungo e in largo, cercando, facendo; anche lavorare per gli altri nel nome di Dio è inutile, se non Lo si sente danzare nel proprio cuore. Una religione che non consenta o che non incoraggi un’esperienza diretta di Dio non ci interessa. E un’esperienza di Dio che non passi attraverso i sensi non può dirsi completa. L’intelletto, che pure guida l’uomo, non può esaudire tutta la conoscenza di Dio. Dai sensi allo Spirito; ci pare questo l’insegnamento delle arti coreutiche indiane.

La danza
è
bellezza!
Coltivate la bellezza nelle vostre vite, cercatela in quello che fate: vivrà in voi! La bellezza è la voce di Dio, è espressione della Sua purezza e della Sua energia. Risiede già in voi ma è nascosta sotto una coltre di dubbi, paure (specialmente!) ansie e preoccupazioni e pensieri e distrazioni. Apritevi e lasciatela respirare. Chiede solo un po’ di aria.

La bellezza è il respiro di Dio, il soffio del Suo Spirito. Dio si riposa in ciò che è bello. Offritegli questo ristoro! Pensate: essere la consolazione di Dio! La danza è bellezza che ti rimane addosso dopo la pratica come polvere di stelle… praticatela con fede, sentitela e donatela. Non vi lascerà.

Abbandonate ogni timore e ogni preoccupazione prima di danzare. Come lasciate le scarpe fuori dell’aula di pratica, nello stesso modo in cui ve le togliete all’ingresso del tempio, santificando l’area della danza, così spogliatevi di tutto ciò che è vostro. Dal shanta, pace, dal silenzio, dall’assenza di emozioni nascerà ogni passo, ogni bhava, ogni sentimento. Ma badate che non sia il vostro. Fate spazio, svuotate, togliete, fate pulizia e liberatevi da ciò che ingombra, se volete che veramente l’energia di Dio sia nella vostra danza.

Inserito Dom - Agosto 7, 2005, 09:02 m. in

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