Tibi silentium laus
La musica è il linguaggio privilegiato del cuore: di Dio e
dell’Uomo; il canto gregoriano ha la forza di in-cantare, distogliere il
cuore dalle preoccupazioni perché si orienti a Dio nel silenzio attonito
…
Il programma Tibi Silentium Laus è composto da pagine
di grande bellezza artistica e di profonda spiritualità, non legato ad un
unico periodo liturgico, ma nella successione ideale della Messa dove il tema
prevalente è la situazione monastica del silenzio; prima, durante e dopo
l’azione liturgica, il silenzio si alterna alla lode cantata,
concentrazione e ricerca del «Volto di Dio» valore preminente che
rivela uno stile e una scelta di vita totalmente staccato dalle banalità
che, ancora oggi, molti, si trovano a vivere. Una successione di canti
gregoriani che donano più importanza al testo, melodie che richiedono
tecniche vocali e studio attento, per costruire bellezza infinita, dedizione a
un patrimonio che ancora oggi può essere vivo e vissuto nei suoi
insuperabili e insostituibili valori.
Ci si abitua al rumore della
città, ci si abitua presto. E come le orecchie si assuefano al rumore di
fondo della vita urbana, così l'anima si abitua alle distrazioni, e fugge
il suo vero centro, la Verità. Il silenzio ci restituisce la Verità. A
contatto della lode silenziosa di Dio, il nostro rumore svanisce. Il silenzio
guarisce le ferite dell'anima. La bellezza del canto suscita il desiderio di
avvicinarsi a Dio. Egli solo è l'artefice di tale slancio; solo per Sua
grazia siamo indotti a cercarLo. Se siamo sinceri, Egli non tarderà ad
arrivare, avvolto, come sempre, nella nube della non-conoscenza. Per segni,
intuiremo la Sua presenza, ma sempre da dietro la nube. Due cose hanno ribadito
tutti i trattati di mistica: non è per nostro merito che siamo dove siamo,
se in qualche modo ci siamo avvicinati, e non dobbiamo smettere mai di cercarLo,
anche sapendo che resterà dietro la nube. Il silentium è la
dimensione interiore dell'umiltà e dell'ascolto che, sola, può rendere
questi contatti possibili, prima che la nostra attenzione sia sviata e noi si
perda la Via.
© Roberta Arinci 2005
Inserito Mer - Settembre 28, 2005, 02:55 p. in
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